martedì 28 giugno 2011

una casa dove nessuno può proteggerti

Il dolore è una casa dove gli specchi non sanno più riflettere i nostri volti
le sedie non sanno più sostenerci
le pareti non sanno più accoglierci.
Il dolore è una casa che scompare
ogni volta che qualcuno bussa alla porta o suona il campanello
una casa che si solleva in aria al più lieve soffio di vento
e si nasconde sotto terra quando tutti dormono.
Il dolore è una casa dove nessuno può proteggerti
dove la sorella più piccola diventerà più grande della sorella grande
dove le porte non fanno più entrare
né uscire nessuno.
(The sky is everywhere, Jandy Nelson, Fazi Editore, 2011)

lunedì 27 giugno 2011

Gli spazi tra le vignette sono il sottosuolo della nostra coscienza


“Tex Willer: "Complimenti , veramente.Lei è proprio acuto. Riformulo la domanda: sa cosa c'è negli spazi fra le vignette?"
Carofiglio: (leggermente offeso) "No, me lo dica lei.
...Tex: C'è tutta la vita che non è mai stata raccontata. Ci sono le vicende che non diventano storie - per scelta
o più spesso per caso - e si perdono nei gorghi del tempo che passa. Ci sono le occasioni non colte, quello che non vogliamo ricordare o non vogliamo sapere di
noi stessi e degli altri. Gli spazi tra le vignette sono il sottosuolo della nostra coscienza.
Carofiglio: Ma questo...
Tex: mi lasci finire, è importante. Gli spazi fra le vignette sembrano piccoli, sembrano poco più che
fessure ma nascondono un territorio e un tempo sterminati. Se avessimo il coraggio di andare a vedere,... Ci sono tante cose, precipitate negli spazi fra le vignette”. (pag.75)

“CORPO A CORPO interviste impossibili”

di Baricco-Cabello, Camilleri,Caposella-Bahrami, Carofiglio, Dante, Lucarelli, Odifreddi, Pincio, Scurati, Siti, Testa

niente possa cadere dalle tue mani

(Elke Fischer)
Con me c'è tutto
Signore,
porto tutto con me:
la mia paura,
la mia solitudine,
insuccessi e tristezza,
la mia debolezza
e le mie tendenze indegne.
Anche il mio coraggio,
i miei successi,
la mia gioia d'esistere,
il mio amore
e la mia fiducia,
in modo che niente
possa cadere dalle tue mani.
Porto con me
anche il mio scoraggiamento,
sento con evidenza
quanto io sia debole.
Poi penso di non farcela più,
tutto si intristisce,
non posso né sentirti
né dimostrare che esisti.
Magari non ci sei...
Tuttavia, credo che sia tu colui
che poi mi aiuta a rialzarmi,
che fa succedere qualche cosa
che rende contenti.

senza tirarvi indietro


  • Non mi interessa sapere come vi guadagnate la vita.
    Voglio sapere che cosa vi fa spasimare
    e se osate sognare l'incontro con l'anelito
    del vostro cuore.Non mi interessa sapere quanti anni avete.
    Voglio sapere se accettereste
    il rischio di fare la figura degli stupidi per amore,
    per il sogno, per l'avventura di essere vivi.
    Non mi interessa sapere quali pianeti
    sono inquadratura con la vostra luna.
    Voglio sapere se siete arrivati al nucleo della vostra sofferenza,fino a toccarla,se i tradimenti della vita vi hanno fatto sbocciare o se vi siete inariditi e chiusi in voi stessi per paura di altro dolore.
    Voglio sapere se riuscite a restare in compagnia del dolore,il mio e il vostro, senza cercare di nasconderlo,
    di cancellarlo o di farlo tacere.
    Voglio sapere se sapete essere con la gioia, la mia o la vostra,se siete capaci di danzare con frenesia
    e farvi colmare dall'estasi, da cima a fondo,senza esortare all'attenzione, a stare con i piedi per terra,
    senza ricordare i limiti dell'essere umani.
    Non mi interessa sapere se la storia che mi raccontate è autentica.
    Voglio sapere se riuscite a deludere un'altra persona
    per amore di autenticità verso voi stessi;se riuscite a sopportare l'accusa di tradimento senza tradire la vostra anima;se riuscite a essere infedeli e per questo affidabili.
    Voglio sapere se riuscite a vedere la bellezza ogni giorno,
    anche quando non è piacevole,e se la sua presenza è fonte di ispirazione per la vostra vita.
    Voglio sapere se potete vivere con il fallimento,
    il vostro e il mio, e riuscire tuttavia,fermi sul bordo del lago,a gridare al plenilunio d'argento il vostro: "Sì".
    Non mi interessa sapere dove vivete o quanti soldi avete.
    Voglio sapere se, dopo una notte di angoscia e disperazione,esausti e con le ossa a pezzi,
    riuscite ad alzarvi la mattina e a fare ciò che è necessario per nutrire i vostri figli.
    Non mi interessa sapere chi siete o come siete giunti sin qui.
    Voglio sapere se resterete con me nel centro del fuoco
    senza tirarvi indietro.
    Non mi interessa sapere dove o che cosa o con chi avete studiato.
    Voglio sapere che cosa, dentro di voi,vi sostiene quando tutto il mondo crolla.
    Voglio sapere se riuscite a stare soli con voi stessi
    e se davvero amate quel senso di compagnia
    che riuscite a conservare nei momenti vuoti.
    :Oriah Mountain Dreamer:

domenica 26 giugno 2011

Ciò che conta è tutto dentro di noi


Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo. Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d'amore e d'accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare.
                                                          (Hermann Hesse)

incomincia subito, da oggi:istruisciti di più, ridi di più e fai quello che ti piace veramente

C’era una volta Pierino, un ragazzino molto vivace a cui tutti volevano bene:la sua famiglia, i suoi amici…Ma Pierino aveva un piccolo grande problema.Non riusciva a vivere il presente. Non aveva imparato a godere della vita. Quando era a scuola, sognava di essere fuori a giocare. Quando giocava, sognava di essere già in vacanza. Pierino sognava sempre ad occhi aperti, non godendosi mai il presente che la vita offriva.
 Un mattino, Pierino stava camminando nel bosco vicino casa. Siccome si sentiva stanco, decise di fermarsi in una radura e di fare un pisolino. Si addormentò come un sasso, ma dopo qulache minuto, si sentì chiamare per nome da una voce  stridula. Quando aprì gli occhi…sorpresa! Si ritrovò dinnanzi una donna vecchia. Nella mano rugosa aveva una pallina magica, con un foro al centro  da cui pendeva un  lungo filo dorato.
”Pierino” disse la vecchia,” questo è il filo della vita. Se lo tiri piano piano, in pochi secondi passerà un’ ora;se tiri più forte, in pochi minuti passeranno giorni interi. Se tiri con tutta la tua forza, in pochi giorni passeranno dei mesi o addirittura degli anni. Pierino era eccitato dalla scoperta. “Oh, mi piacerebbe tanto averlo!” esclamò  smanioso. Allora la vecchietta si chinò  e gli diede la pallina con il filo magico.
Il giorno dopo Pierino era seduto nel suo banco a scuola, e si sentiva annoiato e irrequieto. Improvvisamente si ricordò del suo nuovo giocattolo. Tirò  il filo piano piano e si trovò subito a casa a giocare nel suo giardino. Rendendosi conto  dei poteri del filo magico, Pierino presto si stancò di andare a scuola e desiderò di essere un ragazzo più grande, alla scoperta della vita. Allora  tirò il filo un pò più forte e si  ritrovò adolescente.
 Ma  non era ancora soddsfatto:Egli non era in grado di cogliere la bellezza di ogni istante e di esplorare  le semplici meraviglie  offerte dalle diverse fasi della vita. Sognava invece di essere già adulto, e così tirò  di nuovo il filo, sicchè gli anni passarono in un lampo. Si ritrovò allora trasformato in un uomo maturo. Si era sposato ed era circondato da tanti bambini. Ma notò un’altra cosa: i suoi capelli neri avevano iniziato a diventare grigi e la sua dolce  e adorata mamma era diventata vecchia e debole.
Eppure Pierino  non riusciva a vivere il presente. Perciò tirò   un’altra volta il filo d’oro e attese la nuova trasformazione. Adesso aveva novant’anni.  Così ad un tratto Pierino si rese conto di non essersi mai fermato a godere di nulla. Non era mai andato a pescare con suo figlio, non aveva mai fatto una passeggiata al chiaro di luna con sua moglie, non aveva mai piantato un albero… e non aveva  mai nemmeno trovato il tempo di leggere quei bellissimi libri che tanto piacevano a sua madre. Era sempre andato di corsa senza fermarsi a guardare le bellezze che adornavano il suo cammino.
Questa scoperta rattristò molto Pierino: Allora, per riordinare le idee e rasserenarsi un pò , decise di andare a fare un giro nel bosco dove era solito giocare da bambino. Si distese sull’erba di una radura e si addormetò  profondamente. Dopo qualche minuto, qualcuno lo chiamò. Aprì gli occhi  e con grande stupore rivide la vecchia che gli aveva regalato la pallina molti anni prima.Ti è piacuto il mio  regalo?” ”All’inizio è stato divertente, ma ora lo odio a morte”. disse Pierino.”Tutta la vita mi è passata davanti agli occhi senza che potessi goderne un solo istante.Certo, ci saranno stati  momenti molto belli e altri molto tristi, ma non ho avuto la possibilità di coglierli. Ora mi sento vuoto, mi manca il dono della vita.” “Sei proprio un ingrato” disse la vecchietta. “Ma ti concerò di esprimere un ultimo desiderio.”Pierino ci pensò un istante e poi rispose fulmineamente” Vorrei ridiventare bambino e riprovare a vivere daccapo.” Poi si riaddormentò.
A un tratto sentì  di nuovo qualcuno che lo chiamava e si risvegliò. Quando aprì gli occhi,scoprì con gioia  che era sua madre che lo stava  chiamando, e che era tornata giovane,sana e forte. Allora Pierino si rese conto  che la vecchietta aveva mantenuto la promessa. Scattò dal letto per vivere come aveva sperato: una vita piena,ricca di gioie, soddisfazioni e successi…Ma tutto avvenne  quando smise di sacrificare  il presente per il futuro e si rese conto di dover vivere nell’oggi.
Purtroppo questa è solo una bella favola. Nel mondo della realtà nessuno ti offrirà una seconda occasione. Tu oggi hai la possibilità di svegliarti prima che sia troppo tardi.Trascorri più tempo con le persone che danno un senso alla tua vita. Scala la  montagna che ti sei sempre ripromesso di conquistare,  avvia una nuova attività. Impara ad amare la musica, studia una lingua straniera. Ravviva il tuo spirito ed eleva la tua anima. Smettila di rincorrere i grandi piaceri della vita trascurando i piccoli. Rallenta il passo  e ammira la bellezza di ciò che ti circonda. Incomincia  a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. E incomincia subito, da oggi:istruisciti di più, ridi di più e fai quello che ti piace  veramente.
  Tratto da “Il monaco che vendette la sua Ferrari” di Robin S.Sharma

sabato 25 giugno 2011

il pastore non volle riparare il buco nel recinto


Una pecora scoprì un buco nel recinto e scivolò fuori.
Era così felice di andarsene.
Si allontanò molto e si perse.
Si accorse allora di essere seguita da un lupo.
Corse e corse, ma il lupo continuava ad inseguirla, finché il pastore arrivò e la salvò riportandola amorevolmente all'ovile.
E nonostante che tutti l'incitassero a farlo, il pastore non volle riparare il buco nel recinto.

(Padre Anthony De Mello)