domenica 27 febbraio 2011

Auguri amore mio

27- 02- 1984
ore 11
27 anni
AUGURI AMORE MIO

Tieni stretto ciò che è buono,

anche se è un pugno di terra.
Tieni stretto ciò in cui credi,
anche se è un albero solitario.
Tieni stretto ciò che devi fare,
anche se è molto lontano da quì.
Tieni stretta la vita,
anche se è più facile
lasciarsi andare.
Tieni stretta la mia mano,
anche quando mi sono
allontanato da te.
(Saggezza Apache)
Preghiera di ringraziamento

O Dio, fonte di ogni bene
e principio del nostro essere e del nostro agire, 
ricevi il nostro umile ringraziamento per i tuoi benefici, 
e fa' che al dono della tua benevolenza 
corrisponda l'impegno generoso della nostra vita
a servizio della tua gloria. 
Amen.

sabato 26 febbraio 2011

De Maria numquam satis

«De Maria numquam satis», recita da secoli una pia antifona. Quanto infatti è stato scritto, poetato, narrato, cantato sulla madre di Gesù! Da Jacopone a Péguy, a Claudel, a Eliot da Dante a Lope de Vega, a Bernanos, a Hopkins; da Petrarca a Turoldo. Per non parlare dei santi (Bonaventura, Bernardo, Bernardino) e degli oscuri o anonimi, che con ingenuità, rozzezza o retorica hanno invaso di lodi la "Donna del Paradiso".Eppure non basta («numquam satis»), non basterà mai.



Oggi è sabato, leggiamo o meglio parliamo di Lei per limitare quel «De Maria numquam satis»

sei Tu a condurre tra sofferenze e dolori



"Quando nel mio corpo o nel mio spirito inizia a mostrarsi l'avanzare dell'età, quando i mali, che ci sminuiscono e ci trascinano via, piombano su di me dal di fuori o sorgono dentro di me, nel momento doloroso in cui improvvisamente divento cosciente che sono malato e invecchio, specialmente in quel momento in cui sento che sfuggo a me stesso...in tutte queste ore oscure fammi capire, o Signore, che sei Tu a condurre tra sofferenze e dolori le fasi della mia vita, per penetrare fino alle midolla del mio essere e attirarmi a Te".
Pierre Teilhard de Chardin

lo stesso sorriso Che il vento crudele ti aveva rubato Che torna fedele

A mano a mano ti accorgi che il vento 
Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso 
La bella stagione che sta per finire 
Ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore 


A mano a mano si scioglie nel pianto 
Quel dolce ricordo sbiadito dal tempo 
Di quando vivevi con me in una stanza 
Non c'erano soldi ma tanta speranza 


E a mano a mano mi perdi e ti perdo 
E quello che è stato ti sembra più assurdo 
Di quando la notte eri sempre più vera 
E non come adesso nei sabato sera.... 

Ma...dammi la mano e torna vicino 
Può nascere un fiore nel nostro giardino 
Che neanche l'inverno potrà mai gelare 
Può crescere un fiore da questo mio amore per te 


E a mano a mano vedrai che nel tempo 
Lì sopra il suo viso lo stesso sorriso 
Che il vento crudele ti aveva rubato 
Che torna fedele 
L'amore è tornato da te.... 


Ma...dammi la mano e torna vicino 
Può nascere un fiore nel nostro giardino 
Che neanche l'inverno potrà mai gelare 
Può crescere un fiore da questo mio amore per te 
RINO GAETANO
(ascolta...)

pensare che gli altri possano parlare acidamente di noi


E' singolare quanto poco siamo inclini a pensare che gli altri possano parlare acidamente di noi e come ci arrabbiamo e ci sentiamo feriti quando ci giunge prova che essi l'abbiano fatto. Non è forse troppo affermare che tutti noi di tanto in tanto parliamo dei nostri più cari amici in un modo in cui ai nostri cari amici piacerebbe ben poco sentirsi menzionare, e tuttavia ci aspettiamo che i nostri più cari amici invariabilmente parlino di noi come se fossero ciechi davanti ai nostri difetti, ma intensamente consapevoli di ogni sfumatura delle nostre virtù
  Anthony Trollope, Le torri di Barchester   
Anthony Trollope (1815-1882), autore di quarantasette romanzi, dei grandi della letteratura inglese dell'Ottocento è il meno conosciuto in Italia, nonostante lo straordinario successo tra i lettori di lingua inglese e la fortuna più recente tra i critici. Questa casa editrice di Trollope ha pubblicato: Orley Farm (1999), Lady Anna (2003), Un'autobiografia (2008),La vita oggi (2010) e tutti i romanzi del cosiddetto «ciclo del Barsetshire»:La Canonica di Framley (2001, 2006), L'amministratore (2003), Le torri di Barchester (2004), Il Dottor Thorne (2005), La casetta ad Allington (2007) e Le ultime cronache del Barset (2009)
Trovo queste segnalazioni http://nonsoloproust.splinder.com/

venerdì 25 febbraio 2011

I bassifondi del vangelo


Nel Vangelo i personaggi guasti sono parecchi. Se fosse un romanzo, i critici timorati farebbero le loro riserve, ma poiché è il Libro di Gesù, gli si levano contro i farisei di ogni tempo.
Uditeli: «Il Vostro Maestro va coi peccatori, mangia con loro: è amico dei pubblicani».
Ai Discepoli Gesù dichiara: «La gente sana non ha bisogno del medico»;
Ai farisei, in tono un po' diverso: «I pubblicani e le donne della strada vi precederanno nel Regno dei Cieli».
Lo scandalo del bene non è facilmente sopportabile. Ci vuole più fede per credere che «il Vangelo è predicato ai poveri» che per credere ai «ciechi che vedono, ai sordi. che odono, agli storpi che camminano, ai morti che risorgono» (Mt., 11, 4).
Se il Signore non fosse venuto per i malati, si potrebbe pensare che, a un certo momento del nostro discendere, possa venir meno la sua pietà.
Invece, la mia malattia aumenta la sua pietà. Perchè sono tanto infelice. Quando sono cattivo, Egli mi vuole tanto bene.
A i farisei che si vantavano d'essere «progenie di Abramo», il Signore risponde ch' Egli può cavare figli di Abramo anche dalle pietre.
Purtroppo, non tutti i grandi peccatori diventano grandi santi, dato che il peccato non è la condizione per divenir santi: ma se uno, che ha molto ardore nel male, si lascia prendere dalla grazia, porta nel bene eguale passione.
Se Gesù va in cerca di una creatura che si perde, vuol dire che in essa c'è qualche cosa che va raccolto per la gioia di tutti. Il «Rallegratevi con me... Vi dico che in cielo c'è ancora più allegrezza... ». (Don Primo Mazzolari)  

Noi abbiamo solo l'oggi

Ieri è trascorso. Domani deve ancora venire.
Noi abbiamo solo l'oggi.
Se aiutiamo i nostri figli
ad essere ciò che dovrebbero essere oggi,
avranno il coraggio necessario
per affrontare la vita con maggior amore.


Madre Teresa di Calcutta