giovedì 10 novembre 2016

non ci sarà bisogno di soffrire

Un grande maestro spirituale
THICH NHAT HANH
Ognuno di noi sente ogni tanto di essere vittima di ingiustizie.
Siamo sempre pronti a parlare con gli altri delle nostre sofferenze e di quante ingiustizie abbiamo ricevuto.
Ma secondo gli insegnamenti del Buddha,
potrete riparare a quella ingiustizia soltanto
dentro di voi,
potete solo
trascenderla, trasformandola.
Non cercate di sopportare,
non sopprimete la vostra sofferenza,
praticate soltanto per far sì che il vostro cuore si espanda come il fiume
e allora non dovrete sopportare niente,
non ci sarà bisogno di soffrire.
Questa è la vera pratica della pazienza.
Nell'insegnamento buddhista la pazienza
non è cercare di mandar giù l'ingiustizia o di sopportarla,
ma di abbracciarla interamente
con il nostro grande cuore.

mercoledì 9 novembre 2016

IL DECALOGO LIBERALE DI BERTRAND RUSSELL

1. Non sentirti assolutamente certo di nulla.
2. Non pensare che valga la pena procedere nascondendo la realtà dei fatti, perché è sicuro che essa verrà alla luce.
3. Non cercare di scoraggiare la riflessione perché è sicuro che ci riuscirai.
4. Quando sei confrontato da una opposizione, anche se dovesse trattarsi di tuo marito o dei tuoi figli, cerca di superarla con la discussione e non con l'imposizione, perché una vittoria ottenuta con la forza è fittizia e illusoria.
5. Non avere alcuna venerazione per l'altrui autorità, in quanto si possono sempre trovare altre autorità ad essa contrarie.
6. Non utilizzare il potere per sopprimere opinioni che ritieni dannose, perché così facendo saranno le opinioni a sopprimere te.
7. Non aver paura di essere eccentrico nelle tue idee perché ogni idea ora accettata è stata una volta considerata eccentrica.
8. Trova più gusto in un dissenso intelligente che in un consenso passivo, perché, se apprezzi l'intelligenza come dovresti, nel primo caso vi è una più profonda consonanza con le tue posizioni che non nel secondo.
9. Sii scrupolosamente sincero, anche se la verità è scomoda, perché è ancora più scomodo il tentare di nasconderla.
10. Non provare invidia per la felicità di coloro che vivono di illusioni, perché solo uno sciocco può pensare che in ciò consista la felicità.
("La migliore risposta al fanatismo: il liberalismo" 1951, ora è nella sua Autobiografia)

martedì 8 novembre 2016

la gioia a poco a poco entrerà in te


Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino. Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso quando tu hai voglia di piangere. Produci serenità dalla tempesta che hai dentro. "Ecco, quello che non ho te lo dono".
Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura
in cui l'avrai regalata agli altri.
Alessandro Manzoni

lunedì 7 novembre 2016

A te, o Dio, creatore dei mondi

A te, o Dio, creatore dei mondi,
che sei dovunque, nel cuore degli uomini,
e mite accogli le nostre preghiere,
devoti canti d'amore eleviamo.

Certo nessuno avrebbe osato
chiamare Dio col nome di Padre
se non avesse squarciato la notte
del gran mistero tuo figlio, Maria.

O Trinità misteriosa e beata,
noi ti lodiamo perchè ci donasti
la nuova aurora che annuncia il tuo giorno,
Cristo, la gloria di tutto il creato.

Ed ora, o chiesa, sei come la Vergine
l'arca che porta lo stesso mistero:
figli di Dio per lui ci chiamiamo
nel grande fuoco del santo suo Spirito.

P. Turoldo         (da "la nostra preghiera" pag.1100)

domenica 6 novembre 2016

in attesa del travaso

Amici, mi sento
un tino bollente
di mosto dopo
felice vendemmia:

in attesa del travaso.

Già potata è la vite
per nuova primavera.

 p.  Turoldo              (da “Ultime poesie (1991-1992)” – pag. 73)

sabato 5 novembre 2016

Spesso è l'arroganza e la presunzione che ferma ogni passo ed alza i muri.

La legge fondamentale del servizio è l'umiltà:
non imporre le tue idee,
non avere ambizioni,
servi nell'umiltà.
E accetta anche di essere messo da parte,
se il bene di tutti, ad un certo momento, lo richiede.
Solo,
non incrociare le braccia,
buttati invece nel lavoro
più antipatico e più schivato da tutti,
e non ti salti in mente
di fondare un partito di opposizione!

Se il tuo parroco è possessivo e non lascia fare,
non farne un dramma:
la parrocchia non va a fondo per questo.
Ci sono sempre settori dove qualunque parroco ti lascia piena libertà di azione:
la preghiera, i poveri, i malati, le persone sole ed emarginate.
Basterebbe fossero vivi questi settori e la parrocchia diventerebbe viva.
La preghiera, poi, nessuno te la condiziona e te la può togliere.
Ricordati bene che,
con l'umiltà e la carità,
si può dire qualunque verità in parrocchia.
Spesso è l'arroganza e la presunzione
che ferma ogni passo ed alza i muri.
La mancanza di pazienza,
qualche volta,
crea il rigetto delle migliori iniziative.

Paolo VI, omelia inaugurazione parrocchia N.S. di Lourdes, Roma 23-2-1964

venerdì 4 novembre 2016

Con la semplicità e l'amore

Liberami, Signore,
dalla pigrizia che si agita,
sotto la maschera del fare,
e della mollezza che compie
ciò che non è stato richiesto,
per riuscire a eludere un sacrificio!

Ma donami l'umiltà
nella quale soltanto è il riposo,
e liberami dall'orgoglio
che è il fardello più pesante.

Penetra tutto il mio cuore,
tutta la mia anima,
con la semplicità dell'amore.

 Thomas Merton