sabato 5 febbraio 2011

territorio santificato, o maledetto


A proposito del Dolore

Il dolore è una cosa intima, da rispettare: 
quando una persona prova ad entrare nel mio, 
io chiudo porte e finestre. 
Esiste un pudore, 
santificato dalla sensibilità di chi sa:
non si può pretendere di insegnare nulla a nessuno. A ciascuno il suo percorso, 
a ciascuno il suo dolore. 
Non si deve mai invadere il territorio 
santificato, o maledetto. 
L'invasione di quel falso "ti voglio bene"
non fa un passo su un territorio minato 
da fiori o da ortiche. 
E' un terreno privato, 
dove l'invadenza è reato: 
è bene che si resti fuori. 
Chi ti vuole veramente bene, 
sa stare al suo posto, 
non ti dice solamente"ti voglio bene", 
ma sa dimostrarlo.  
Sa che quando apro le porte e le finestre 
può entrarci, non prima.
Troppe persone 

hanno cercato di invadere il mio territorio 
con il loro "ti voglio bene" , 
ma la mia risposta è  questa: 
Il mio dolore è diventata 
consapevolezza con cui vivo, 
tanto da saperlo dominare con  serenità; 
se gli dico"alzati" egli si alza, 
se gli dico: 
"a cuccia" lui si accuccia. 
 

Rondine

nel loro cuore il senso della giustizia, dell'onestà e della carità

Signore, che pensi ai gigli del campo e agli uccelli dell'aria, 
li vesti e li nutri e li fai prosperare, 
manifesta anche su di me la tua provvidenza paterna. 
Aiutami, mio Dio:poiché la nostra salvezza 
può venire soltanto da uomini onesti e buoni, 
metti nel loro cuore il senso 
della giustizia, dell'onestà e della carità. 
Guarda, o Padre, la nostra famiglia, 
che fiduciosamente aspetta da te il pane quotidiano. 
Rasserena la nostra vita, 
fortifica i nostri corpi, 
perché possiamo corrispondere 
più facilmente alla tua grazia divina e sentire 
su di noi, sulle nostre preoccupazioni e angustie, 
il tuo amore paterno.
Autore: Card. Giovanni Battista Montin

venerdì 4 febbraio 2011

un uomo che parli con la sua vita


oSi cerca per la Chiesa un uomo
senza paura del domani,
senza paura dell'oggi,
senza complessi del passato.
  Si cerca per la Chiesa un uomo,
  che non abbia paura di cambiare,
  che non cambi per cambiare,
  che non parli per parlare.
Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di vivere insieme agli altri,
di lavorare insieme,
di piangere insieme,
di ridere insieme,
di amare insieme,
di sognare insieme.
  Si cerca per la Chiesa un uomo
  capace di perdere senza sentirsi distrutto,
  di mettersi in dubbio senza perdere la fede,
  di portare la pace dove c'è inquietudine
  e l'inquietudine dove c'è pace.
Si cerca per la Chiesa un uomo
che abbia nostalgia di Dio,
che abbia nostalgia della Chiesa,
nostalgia della gente,
nostalgia della povertà di Gesù,
nostalgia dell'obbedienza di Gesù.
  Si cerca per la Chiesa un uomo
  che non confonda la preghiera
  con le parole dette d'abitudine,
  la spiritualità col sentimentalismo,
  la chiamata con l'interesse,
  il servizio con la sistemazione.
Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di morire per lei,
ma ancora di più
capace di vivere per la Chiesa,
un uomo capace di diventare ministro di Cristo,
profeta di Dio,
un uomo che parli con la sua vita.
  Si cerca per la Chiesa un uomo.
don Primo Mazzolari

"Ho cominciato ad essere amico di me stesso." Ho fatto un grande progresso: non sarò mai solo.

Ti manderò perciò i miei libri e perché tu non perda tempo a rintracciare qua e là i passi utili, li sottolineerò: così troverai subito quello che condivido e apprezzo. Più che un discorso scritto, però ti sarà utile il poter vivere e conversare insieme; al momento è necessario che tu venga, primo perché gli uomini credono di più ai loro occhi che alle loro orecchie, poi perché attraverso i precetti il cammino è lungo, mentre è breve ed efficace attraverso gli esempi.(Lettere a Lucilio I.6.5 Seneca)
... non ti faccio venire solo perché tu ne tragga giovamento, ma anche perché tu mi sia utile; ci aiuteremo moltissimo a vicenda.(Lettere a Lucilio I.6.7 Seneca)
... il pensiero che oggi mi è piaciuto in Ecatone. "Tu chiedi quali progressi abbia fatto?" egli scrive, "Ho cominciato ad essere amico di me stesso." Ha fatto un grande progresso: non sarà mai solo. Sappi che tutti possono avere questo amico. Stammi bene.(Lettere a Lucilio I.6.8 Seneca)

rende possibile resistere



Credo in te, amico.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio.



...nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell'amicizia rende possibile resistere, anche se l'amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L'amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce....

Pam Brown

capace di far sorgere la tua vita


Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l'amore,
per i sogni, per l'avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l'estasi riempirti fino alla punta delle dita
senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni
degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia
che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro
per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l'accusa di un tradimento e,
non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza
anche quando non è bella tutti i giorni
se sei capace di far sorgere la tua vita
con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere
con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all'argento di una luna piena: SI!
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore,
triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei,
o come hai fatto per arrivare qui,
voglio sapere se sapresti restare
in mezzo al fuoco con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato,
o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro,
quando tutto il resto non l'ha fatto.
Voglio sapere se sai stare
da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia
che hai nei momenti vuoti.

Scritto da un'indiana della tribù degli Oriah

ti dara’ gioia


Ama

Ama finche’ non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sara’ meglio.
Perche’ lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti dara’ gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.

Madre Teresa