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lunedì 28 febbraio 2011

impulso di dover dire sempre la mia in ogni occasione


Signore, tu sai che invecchio di giorno in giorno e che un giorno sarò vecchia: difendimi dall'impulso di dover dire sempre la mia in ogni occasione. 
Liberami da quell'immenso desiderio di voler mettere ordine negli affari degli altri. 
Insegnami ad essere riflessiva e soccorrevole, ma non prevaricante. 
Insegnami la meravigliosa saggezza dell'ammettere che io posso anche sbagliarmi. 
Fa' che io sia il più possibile amabile.
Tersesa di Avila

mercoledì 23 febbraio 2011

sentirsi vecchi è aver perduto la gioia di sentirsi vivi


Essere vecchi è aver vissuto molti anni,
ma sentirsi vecchi è aver perduto la gioia
di sentirsi vivi.

Essere vecchi rende un pò più lenti,
ma sentirsi vecchi soffoca i sogni dello spirito…
Essere vecchi è chiedersi: Ne vale davvero la pena?
Sentirsi vecchi è rispondere: ”No”,
senza nemmeno pensarci.

Essere vecchi è sognare ad occhi aperti,
sentirsi vecchi è non riuscire quasi
a chiudere occhio.
Essere vecchi significa avere ancora tante cose
da imparare e da scoprire,
sentirsi vecchi è smettere di imparare
e di insegnare.

Essere vecchi è allenare il corpo,
elevare lo spirito, coltivare i sogni,
sentirsi vecchi è rimanere incollati alla tivù,
sprofondati nel divano, oggi… domani…
e dopodomani.

Essere vecchi significa avere davanti un futuro
e dei progetti,
sentirsi vecchi significa avere l’agenda vuota e
ricordare solo ”i bei tempi andati”.

Essere vecchi vuol dire provare ogni giorno
qualcosa di nuovo, rinnovare se stessi, puntare
gli occhi sull’orizzonte cercando di scoprire
che cosa c’è oltre, lontano.
Sentirsi vecchi è iniziare a pensare che forse oggi è
l’ultimo giorno che resta da vivere, e chiudersi
ancora una volta nel proprio
”guscio di certezze”.

(Tratto da ”Lettera a mio figlio sulla felicità” di Sergio Bambarén)

venerdì 29 ottobre 2010

questo avvicendamento dei compiti

SIGNORE, insegnami a invecchiare,
convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me se mi va esonerando da responsabilità,
se non mi chiede più consigli ,
se non mi confida più i suoi progetti, le sue gioie, le sue pene,
se va indicando altri a sostituirmi,
se mi va emarginando.
Fa’ che io accolga, in questo graduale amaro distacco,
la legge del tempo, del tempo da te stabilita
ed avverta in questo avvicendamento dei compiti,
una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova
sotto l’impulso della tua Provvidenza.
Fa’, o Signore, che io riesca ad essere ancora utile
ed umile esempio al mondo in rapido rinnovamento,
con la preghiera e la gioia serena,
che incoraggi all’impegno chi è di turno nelle responsabilità,
vivendo senza rimpianti in un sereno stile comprensivo con tutti,
facendo delle mie umane e senili sofferenze, un dono a Dio di riparazione sociale. Concedimi infine, o Signore, che la mia uscita dal campo d’azione e
da questo terreno esilio sia semplice e naturale
come un sereno tramonto del giorno. Grazie. Amen.
Un'ultima cosa Signore,  fa che questi sentimenti e questi atteggiamenti
li abbia principalmente per i miei figli.

A questo aggiungo uno stralcio di una preghiera di Quoist che ho già inserito un anno fa nel post del 5 marzo
Signore, ho tempo,
Ho tutto il tempo mio,
Tutto il tempo che Tu mi dai,
Gli anni della mia vita,
Le giornate dei miei anni,
Le ore delle mie giornate;
Son tutti miei.
A me spetta riempirli, serenamente, con calma
Ma riempirli tutti fino all'orlo.