Come è lucida la descrizione del momento attuale riportata da Turoldo, per grazia sempre Lui ci viene in soccorso prestandoci una sua preghiera.
"Quando un popolo è indifferente,
allora sorgono le dittature
e l'umanità diventa un gregge solo,
appena una turba senza volto;
allora il bene è uguale al male,
il sacro al profano;
e l'amore è unicamente piacere,
un male il sacrificio,
un peso la libertà e la ricerca".
"Signore,
se è di troppo chiederti
l'innocenza del fanciullo,
donaci almeno
la capacità di un rimorso;
scrivi in noi le tavole dei comandamenti,
da' carne al tuo mandato nuovo."
martedì 18 maggio 2010
L'opera potrebbe essere una preghiera, i suoi risultati non dovrebbero interessarmi.
Signora, Regina del Cielo,
fammi entrare con la preghiera
nella solitudine,
nel silenzio
e nell'unità
affinchè tutte le mie vie siano immacolate in Dio.
Fa' che io accetti con serenità
qualsiasi oscurità possa circondarmi,
trovandoLo sempre accanto a me,
nella Sua Misericordia.
Fa' che io conservi il silenzio
in questo mondo, ma solo nella misura e nel modo
che Egli vuole.
Fammi almeno scomparire in ciò che scrivo.
Non dovrebbe
significare nulla di speciale per me,
nè nuocere al mio raccoglimento.
L'opera potrebbe essere una preghiera,
i suoi risultati non dovrebbero interessarmi.
Dialoghi con il Silenzio- T.Merton
fammi entrare con la preghiera
nella solitudine,
nel silenzio
e nell'unità
affinchè tutte le mie vie siano immacolate in Dio.
Fa' che io accetti con serenità
qualsiasi oscurità possa circondarmi,
trovandoLo sempre accanto a me,
nella Sua Misericordia.
Fa' che io conservi il silenzio
in questo mondo, ma solo nella misura e nel modo
che Egli vuole.
Fammi almeno scomparire in ciò che scrivo.
Non dovrebbe
significare nulla di speciale per me,
nè nuocere al mio raccoglimento.
L'opera potrebbe essere una preghiera,
i suoi risultati non dovrebbero interessarmi.
Dialoghi con il Silenzio- T.Merton
alzo a te la mia preghiera all'inizio di un nuovo giorno, dono del tuo amore
Anch'io, o Padre, come il Figlio tuo, Gesù Cristo, innalzo a te la mia preghiera all'inizio di un nuovo giorno, dono del tuo amore.
Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio.
"Questa è la vita eterna:
conoscere te, unico vero Dio,
e colui che hai mandato Gesù Cristo".
Alleluia. (Gv 17,3)
Quando verrò a te, Padre santo, al tramonto di questa giornata, possa io ringraziarti dei doni con cui avrai accompagnato il mio lavoro, come umile collaborazione all'opera di salvezza del Figlio tuo.
La riflessione sul testamento pastorale di Paolo, potrebbe indurci a un certo pessimismo. L'apostolo ha faticato in modo eccezionale, e forse irripetibile; ciò nonostante i risultati sembrano essere molto scarsi. Il futuro stesso non lascia presagire nulla di buono: la salita a Gerusalemme assomiglia più a una passione da consumarsi, che a un trionfo da gustare. Eppure Paolo è pieno di fiducia nel Signore e nello Spirito. Noi, purtroppo, dobbiamo ammettere che stiamo faticando molto meno di lui per il regno di Dio; eppure potremmo esser ugualmente tentati di tralasciare anche il poco che stiamo facendo, a causa dell'avvilimento che ci afferra, quando tentiamo un bilancio dei nostri risultati, e della chiesa in generale.
Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio.
"Questa è la vita eterna:
conoscere te, unico vero Dio,
e colui che hai mandato Gesù Cristo".
Alleluia. (Gv 17,3)
Quando verrò a te, Padre santo, al tramonto di questa giornata, possa io ringraziarti dei doni con cui avrai accompagnato il mio lavoro, come umile collaborazione all'opera di salvezza del Figlio tuo.
La riflessione sul testamento pastorale di Paolo, potrebbe indurci a un certo pessimismo. L'apostolo ha faticato in modo eccezionale, e forse irripetibile; ciò nonostante i risultati sembrano essere molto scarsi. Il futuro stesso non lascia presagire nulla di buono: la salita a Gerusalemme assomiglia più a una passione da consumarsi, che a un trionfo da gustare. Eppure Paolo è pieno di fiducia nel Signore e nello Spirito. Noi, purtroppo, dobbiamo ammettere che stiamo faticando molto meno di lui per il regno di Dio; eppure potremmo esser ugualmente tentati di tralasciare anche il poco che stiamo facendo, a causa dell'avvilimento che ci afferra, quando tentiamo un bilancio dei nostri risultati, e della chiesa in generale.
lunedì 17 maggio 2010
quali cose mi devono importare per essere degno di Te
Spesso nella notte che ci coglie, tutto perde di spessore. Soprattutto quando le cose non sono illuminate da false luci, anche dalla nostra torcia, divengono evanescenti. Il buio le rende uguali, ugualmente distanti, paurose o amiche. L'orologio regolarmente e incessantemente sospinge avanti il tempo. Il passato non sembra trascorso perchè le cose che ritenevo importanti non mi sorregono, mentre quelle che invece non consideravo...è bene non fidarsi troppo del fascio di luce della nostra torcia e di come lo indirizziamo
Stanotte, e ogni notte, è la stessa domanda.
Qui, ora, di notte, con questo enorme orologio che fa tic tac al mio fianco destro, la torcia elettrica in mano e le scarpe di ginnastica ai piedi, ho l'impressione che tutto sia irreale.
E' come se il passato non fosse mai esistito.
Le cose che pensavo fossero così importanti- per lo sforzo che vi mettevo- si sono rivelate di poco valore.
Le cose a cui non avevo mai pensato, le cose che non ho mai saputo misurare ed aspettarmi, quelle erano le cose che importavano.
Ma in questa oscurità non saprei dire con certezza che cos'era che importava.
Questo fa parte della tua domanda a cui non si sa rispondere.
Dialoghi con il Silenzio- T.Merton
Stanotte, e ogni notte, è la stessa domanda.
Qui, ora, di notte, con questo enorme orologio che fa tic tac al mio fianco destro, la torcia elettrica in mano e le scarpe di ginnastica ai piedi, ho l'impressione che tutto sia irreale.
E' come se il passato non fosse mai esistito.
Le cose che pensavo fossero così importanti- per lo sforzo che vi mettevo- si sono rivelate di poco valore.
Le cose a cui non avevo mai pensato, le cose che non ho mai saputo misurare ed aspettarmi, quelle erano le cose che importavano.
Ma in questa oscurità non saprei dire con certezza che cos'era che importava.
Questo fa parte della tua domanda a cui non si sa rispondere.
Dialoghi con il Silenzio- T.Merton
Lasciami riposare nella tua volontà e stare in silenzio
La via che mi hai aperto davanti è una via facile, rispetto a quella difficile della mia propria volontà che riconduce indietro in Egitto e a mattoni di paglia.
Se permetti alla persone di lodarmi, non mi preoccuperò.
Se permetti che mi biasimino, me ne preoccuperò ancor di meno.
Se tu mi mandi del lavoro, mi ci dedicherò con gioia.
Sarà riposo per me perchè è la tua volontà.
Se mi mandi del riposo, riposerò in te.
Salvami soltanto da me stesso.
Salvami dal mio proprio privato, rovinoso impulso a cambiare ogni cosa, ad agire senza ragione, a muovermi per il gusto del movimento, a scompigliare tutto quello che hai preordinato.
Lasciami riposare nella tua volontà e stare in silenzio. Allora la luce della tua gioia riscalderà la mia vita. Il suo fuoco brucerà nel mio cuore e risplenderà per la tua gloria. Questo è ciò per cui vivo. Amen, amen.
Dialoghi con il Silenzio - T. Merton
Se permetti alla persone di lodarmi, non mi preoccuperò.
Se permetti che mi biasimino, me ne preoccuperò ancor di meno.
Se tu mi mandi del lavoro, mi ci dedicherò con gioia.
Sarà riposo per me perchè è la tua volontà.
Se mi mandi del riposo, riposerò in te.
Salvami soltanto da me stesso.
Salvami dal mio proprio privato, rovinoso impulso a cambiare ogni cosa, ad agire senza ragione, a muovermi per il gusto del movimento, a scompigliare tutto quello che hai preordinato.
Lasciami riposare nella tua volontà e stare in silenzio. Allora la luce della tua gioia riscalderà la mia vita. Il suo fuoco brucerà nel mio cuore e risplenderà per la tua gloria. Questo è ciò per cui vivo. Amen, amen.
Dialoghi con il Silenzio - T. Merton
Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!".
Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!".
La fede provata si smarrisce, l'uomo dubita e non è più capace di rapporto, non sente più il fascino di una compagnia guidata e se ne va lontano per la sua strada.
La prova cui Gesù fa riferimento, la croce, disperde i suoi, ma lui non resta solo, perché egli è dall'origine "con".
La solitudine del Crocifisso rivela allora il volto ultimo di Dio: Misericordia.
È per questa Misericordia che la prova non ci deve atterrire. Per essa dobbiamo stare nella pace.
In effetti la Misericordia crocifissa ha vinto il mondo.
Nella notte del mondo, Signore, tu sei la nostra pace.
Vegliamo allora con Maria e aspettiamo pregando il Padre dei poveri, lo Spirito Santo.
Riempirà le nostre lampade di coraggio perché possiamo passare, con te e come te, attraverso le sofferenze del nostro tempo.
Nonostante Cristo sia il miglior maestro non abbiamo ancora imparato la lezione.
Immaginiamo ora di essere in un classe durante una lezione. Il professore spiega, già da tempo, un argomento piuttosto impegnativo. Al termine della lezione chiede agli studenti se hanno compreso; questi, pur di non doversi sorbire una nuova spiegazione, rispondono in coro di sì. Se il docente si fida della risposta, la classe per il momento ci fa una bella figura; se, invece, inizia a fare domande, allora sono guai. E' capitata una situazione simile ai discepoli di Gesù, e capita spesso anche a noi. Disertiamo la liturgia della Parola, o arriviamo in ritardo; ascoltiamo le letture e l'omelia con la sufficienza di studentelli che credono di conoscere già la materia. In tal modo, ci capita sistematicamente di sbagliare il compito a casa, che il Signore ci assegna ogni settimana, al termine della celebrazione eucaristica. Il guaio è che, la domenica dopo, ripetiamo imperterriti lo stesso errore di superficialità e di presunzione; e chissà da quanto tempo l'andiamo commettendo. Il Signore, con tanta amarezza, è obbligato ad avvertirci che il nostro comportamento fa sì che ci ritroviamo, anno dopo anno, sempre nella medesima classe, perché non meritiamo la promozione in quella superiore. Per uscire da questa situazione imbarazzante sarà bene che ci lasciamo aiutare dallo Spirito Santo, dal momento che è specialista nel risolvere i casi quasi disperati.
http://www.laparola.it/meditaoggi.php
La fede provata si smarrisce, l'uomo dubita e non è più capace di rapporto, non sente più il fascino di una compagnia guidata e se ne va lontano per la sua strada.
La prova cui Gesù fa riferimento, la croce, disperde i suoi, ma lui non resta solo, perché egli è dall'origine "con".
La solitudine del Crocifisso rivela allora il volto ultimo di Dio: Misericordia.
È per questa Misericordia che la prova non ci deve atterrire. Per essa dobbiamo stare nella pace.
In effetti la Misericordia crocifissa ha vinto il mondo.
Nella notte del mondo, Signore, tu sei la nostra pace.
Vegliamo allora con Maria e aspettiamo pregando il Padre dei poveri, lo Spirito Santo.
Riempirà le nostre lampade di coraggio perché possiamo passare, con te e come te, attraverso le sofferenze del nostro tempo.
Nonostante Cristo sia il miglior maestro non abbiamo ancora imparato la lezione.
Immaginiamo ora di essere in un classe durante una lezione. Il professore spiega, già da tempo, un argomento piuttosto impegnativo. Al termine della lezione chiede agli studenti se hanno compreso; questi, pur di non doversi sorbire una nuova spiegazione, rispondono in coro di sì. Se il docente si fida della risposta, la classe per il momento ci fa una bella figura; se, invece, inizia a fare domande, allora sono guai. E' capitata una situazione simile ai discepoli di Gesù, e capita spesso anche a noi. Disertiamo la liturgia della Parola, o arriviamo in ritardo; ascoltiamo le letture e l'omelia con la sufficienza di studentelli che credono di conoscere già la materia. In tal modo, ci capita sistematicamente di sbagliare il compito a casa, che il Signore ci assegna ogni settimana, al termine della celebrazione eucaristica. Il guaio è che, la domenica dopo, ripetiamo imperterriti lo stesso errore di superficialità e di presunzione; e chissà da quanto tempo l'andiamo commettendo. Il Signore, con tanta amarezza, è obbligato ad avvertirci che il nostro comportamento fa sì che ci ritroviamo, anno dopo anno, sempre nella medesima classe, perché non meritiamo la promozione in quella superiore. Per uscire da questa situazione imbarazzante sarà bene che ci lasciamo aiutare dallo Spirito Santo, dal momento che è specialista nel risolvere i casi quasi disperati.
http://www.laparola.it/meditaoggi.php
domenica 16 maggio 2010
Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza
Accordaci la grazia di saperti incontrare nei tuoi sacramenti, di ascoltarti nella tua Parola, di amarti e rispettarti nei tuoi fratelli, che sono anche nostri fratelli.
Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. (Eb 9,24-28; 10,19-23)
Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. (Eb 9,24-28; 10,19-23)
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