lunedì 28 febbraio 2011

una specie di rogo purificatorio del vaniloquio

Vorrei arrivare al varco
con pochi, essenziali bagagli,
liberato dai molti inutili,
di cui l’epoca tragica e fatua
ci ha sovraccaricato…
E vorrei passare questa soglia
sostenuto da poche,
sostanziali acquisizioni
e da immagini irrevocabili
per intensità e bellezza
che sono rimaste
come retaggio.
Occorre una specie di rogo
purificatorio
del vaniloquio
cui ci siamo abbandonati
e del quale ci siamo compiaciuti.
Il bulbo della speranza,
ora occulto sotto il suolo
ingombro di macerie
non muoia,
in attesa di fiorire
alla prima primavera.

Mario Luzi

Pensaci quando ti senti orgoglioso perché credi di aver capito qualcosa


Sándor Márai
La ragione non è sufficiente per comprendere noi stessi e i fenomeni del mondo:  non basta per comprendere e per sentire l’essenziale, l’infallibile.  Per capire qualcosa di questo mondo ci vuole pietà e umiltà, la felice collaborazione fra il nostro corpo e i nostri istinti, un particolare posizionamento dell’oggetto da prendere in esame e forse persino un quadro astrologico appropriato. Pensaci quando ti senti orgoglioso perché credi di aver capito qualcosa.

impulso di dover dire sempre la mia in ogni occasione


Signore, tu sai che invecchio di giorno in giorno e che un giorno sarò vecchia: difendimi dall'impulso di dover dire sempre la mia in ogni occasione. 
Liberami da quell'immenso desiderio di voler mettere ordine negli affari degli altri. 
Insegnami ad essere riflessiva e soccorrevole, ma non prevaricante. 
Insegnami la meravigliosa saggezza dell'ammettere che io posso anche sbagliarmi. 
Fa' che io sia il più possibile amabile.
Tersesa di Avila

Tutto quello che so

ABBANDONO IN DIO 
Quel che mi accadrà oggi,
mio Dio, non lo so.
Tutto quello che so
è che nulla mi accadrà
che tu non abbia preveduto
e disposto per il mio maggior bene
da tutta l'eternità.
Questo solo mi basta.
Ti domando
in nome di Gesù Cristo
e per i suoi innumerevoli meriti 
la pazienza nelle tribolazioni
e la perfetta accettazione 
perché tutto quello che tu vuoi 
o permetti che accada 
sia per la tua gloria 
e per la mia santificazione. 
Amen.
(Giacomo Alberione, ssp)

domenica 27 febbraio 2011

Parlare di «cose importanti» non è facile

Parlare di cose importanti attraverso la propria vita e la propria testimonianza.
 Parlare di «cose importanti» non è facile; non è facile per i genitori con i figli, non è semplice fra sposi, fra amici; mi sento di dire che non è facile nemmeno fra preti: solo ogni tanto riusciamo a raccontarci la presenza di Gesù nella nostra vita, a parlare della nostra preghiera, dell’amicizia; quando ci riusciamo è una grande gioia.
È bello parlare di cose profonde; ci vuole tempo, coraggio e disponibilità.
   Una delle cose di cui fra sacerdoti non parliamo mai a sufficienza è l’importanza, l’emozione, la bellezza di celebrare e ricevere l’Eucaristia, il pane quotidiano senza il quale non potremmo vivere.
   Non so a quanti giovani ho parlato della vita di Grazia, dell’Eucaristia quotidiana e del sacramento della riconciliazione come delle cose più importanti della mia vita.
Non so a quanti giovani ho proposto l’Eucaristia quotidiana e la confessione frequente come strade sicure verso la felicità: se non l’ho fatto abbastanza desidero cominciare a farlo da questo momento.
  In realtà sono molti i giovani che vedo presenti alla Messa anche in giorni feriali; partecipare ogni giorno alla celebrazione eucaristica non è sempre facile anche perché gli orari spesso non sono pensati in base ai tempi di chi studia o lavora. Risulta più facile fare una visita quotidiana a Gesù in chiesa, presente nel tabernacolo, fare un po’ di adorazione eucaristica; e se anche l’adorazione eucaristica non è possibile è sempre possibile, mi disse una volta un anziano sacerdote, adorare la volontà di Dio, il suo disegno d’amore per ogni giovane, per ogni uomo e ogni donna.
autore: don Nicolò Anselmi    http://www.giovani.org

siamo tutti pellegrini di Emmaus

“Signore Gesù, guardaci!
Vedi, siamo tutti pellegrini di Emmaus,
siamo tutti
uomini che faticano
nell'oscurità della sera.
E anche i nostri cuori sono vigliacchi.
Vieni sulla nostra strada,
brucia il cuore anche a noi.
Entra con noi a sederti al nostro fuoco,
affinché, esultanti di una gioia trionfale,
ci rialziamo a nostra volta
per correre a rivelare la gioia
a ogni uomo nel mondo,
nell’amore, per sempre,
fino al nostro ultimo respiro”.
(abbé Pierre)

stupì tutti con la sua bianchezza


E un mattino
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d’improvviso aperta la porta,
meravigliati la calpestammo.
Posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
timidamente festosa
era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti

con la sua bianchezza   
Evgenij Aleksandrovič Evtušenko