domenica 22 agosto 2010

quando l'uomo si appresta ad agire, invece di obbedire alla verità, la sostituisce con qualche idolo

PREGHIERA DEL MATTINO
Gesù, mio Signore e Maestro, essere fedele all'insegnamento del tuo Vangelo è spesso uno sforzo arduo; io sono scoraggiato per le mie numerose cadute e per i miei numerosi fallimenti.
Devo ricordarmi che il santo è un peccatore che non ha mai cessato i suoi sforzi. Ritrovo allora speranza e coraggio nel sapere che tu sei il Dio onnipotente e manifesti la tua potenza soprattutto nel tuo amore, nella tua misericordia e nella tua pazienza infinita.
Comincio questa giornata senza paura, perché tu non mi lascerai mai intraprendere la mia lotta da solo.
SECONDA LETTURA (Eb 12,5-7.11-13)
Il Signore corregge chi ama.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, avete dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: "Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio".
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? In verità, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite e fate passi diritti con i vostri piedi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.
Parola di Dio.
Parola - Vangelo Lc 13, 22-30
In quel tempo, Gesù passava per città e villaggi, insegnando, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta... il padrone... vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete».

Riflessione
Il personaggio, di cui parla il brano evangelico, fa ritornare alla mente il don Ferrante de «I Promessi Sposi», il quale, tutto preso dalla boria e dalla curiosità scientifica, interroga le stelle sulla causa della peste; non assume alcuna precauzione contro di essa, e muore colpito dal contagio, prendendosela con gli astri come un eroe del Metastasio. Gesù ci invita a non commettere un errore del genere. Evitiamo curiosità sciocche, e orientiamoci alla sostanza del problema della salvezza. Deve essere un colpo terribile quello che si abbatte su una persona che va in tribunale sicura di uscirne assolta e che, invece, dopo aver visto demolire una prova dietro l'altra, si ritrova condannata a una severissima pena. Noi abbiamo preparato le prove: «Abbiamo mangiato tante volte con te, durante la messa; abbiamo ascoltato le tue parole, in innumerevoli occasioni». Cristo ci avverte del rischio di sentirci da lui rispondere: «Non vi conosco!». La porta del paradiso è stretta; per essa non passeranno quelli che si limitano a partecipare alle sacre funzioni, senza attingere da queste la forza per esercitare la carità verso il prossimo, che costituisce l'unico «tesserino» di riconoscimento degli autentici discepoli del Signore.
Riflessione
Registi impegnati hanno portato sullo schermo alcuni problemi che travagliano la famiglia oggi. Essi presentano genitori, i quali di fronte agli insuccessi educativi, escono con la classica frase: «E dire che, ai nostri figli, non abbiamo lasciato mancare nulla!». Essi hanno loro concesso tutto, ma li hanno privati di quello di cui più avevano bisogno: interventi educativi intelligenti, pronti e mirati. Noi, forse, non siamo in grado di prevedere come terminerà il film della nostra avventura terrena; una cosa, però, è sicura fin d'ora: non potremo certamente accusare Dio padre di averci lasciato mancare gli interventi correttivi e orientativi. Lui sa fare sul serio il padre; vediamo di comportarci da figli intelligenti e fiduciosi.
MEDITAZIONE
Il nostro Salvatore dice: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta". Ciò deve essere interpretato con molta prudenza. Tutto il contenuto delle Sacre Scritture ci porta a credere che la sua verità non sarà accolta calorosamente da molti uomini, perché va contro l'opinione diffusa e i comuni sentimenti dell'uomo e del mondo; quando anche essa sarà accolta da un uomo, sarà rifiutata da quanto resta in lui della vecchia natura, così come è rifiutata da tutti gli altri che non l'hanno accolta. Simbolo della vera religione è "la luce che brilla nelle tenebre". Anche se, senza dubbio, vi sono periodi in cui scoppia un entusiasmo repentino per la verità..., la popolarità della verità dura poco, appare all'improvviso e scompare subito, non cresce regolarmente e nemmeno costantemente. Solo l'errore cresce ed è accolto calorosamente da molti...
La verità ha in sé un potere tale da obbligare l'uomo a proclamarla a parole, ma, quando l'uomo si appresta ad agire, invece di obbedire alla verità, la sostituisce con qualche idolo. Di conseguenza, quando in un paese si parla molto di religione, quando si è contenti che tutti se ne preoccupino, uno spirito saggio si preoccuperà di sapere se non si onora di fatto qualche sostituto al suo posto, se sono davvero le verità della parola di Dio e non le illusioni dell'uomo ad essere divenute popolari, se la forma accolta non ha in sé solo quanto della verità può essere accettato dalla ragione e dalla coscienza, insomma se, ad attirare molti discepoli, è Satana trasformato in angelo di luce invece che la luce stessa.
Card. JOHN HENRY NEWMAN, 1801-1890, Parochial and Plain Sermons , I, Serm. 5 
http://www.laparola.it/meditaoggi.php 

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