lunedì 7 aprile 2014

29° giorno La preghiera di Susanna non cade dunque nel vuoto. Il Signore ascolta il grido dei suoi servi e suscita un intercessore che in quel momento riapre il processo, capovolgendo i termini dell’accusa,


 Il racconto della vicenda di Susanna dimostra pure che Dio non lascia mai in balia di un giudizio ingiusto i suoi servi. La preghiera di Susanna non cade nel vuoto, quando si rivolge a Dio dicendo: “Dio eterno, che conosci i segreti, che conosci le cose prima che accadano, tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me. Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me”. È una preghiera breve, sobria, fatta di parole essenziali, che dicono tutta la sua realtà personale di rettitudine e nello stesso tempo tutta la sua grande statura, come grandi sono tutti coloro che vivono nella luce di Dio. “Il Signore ascoltò la sua voce e mentre Susanna era condotta a morte il Signore suscitò il santo spirito di un giovinetto chiamato Daniele”. La preghiera di Susanna non cade dunque nel vuoto. Il Signore ascolta il grido dei suoi servi e suscita un intercessore che in quel momento riapre il processo, capovolgendo i termini dell’accusa, in modo tale che coloro che testimoniavano contro di lei si ritrovano invece essi stessi sul banco degli imputati. È in fondo quello che Cristo annuncia dello Spirito come Colui che convince il mondo quanto alla giustizia, quanto al giudizio, quanto al peccato. Lo Spirito riapre infatti il processo a Gesù, e lo riapre nelle coscienze degli uomini per capovolgere i termini della questione, perché sia chiaro che i veri colpevoli sono coloro che lo hanno condannato.  
Don Vincenzo Cuffaro

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