venerdì 30 maggio 2014

La liberazione è rimozione di ostacoli, fino a quando la nostra missione deve continuare; ma c’è un momento in cui questa missione si conclude.


Il testo continua, dicendo: “annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa” (v. 32). Qui possiamo cogliere un’altra sfumatura, che abbiamo osservato precedentemente a proposito del concetto cristiano di libertà, che non consiste nella possibilità di fare tutto quello che si vuole, bensì nell’essere liberati da quegli ostacoli che frenano la realizzazione del suo piano. In questo caso, essere messi in carcere per Paolo e Sila significava essere impediti nella loro risposta alla grazia di Dio; e Dio rimuove questi ostacoli, perché dal suo punto di vista, essere liberi significa non avere ostacoli nella realizzazione del suo piano. Questa volta Paolo è liberato dal carcere per continuare la sua missione, ma quando sarà arrestato a Gerusalemme, non ci sarà più alcun terremoto a liberarlo: la sua missione apostolica, infatti, finisce lì. La liberazione è rimozione di ostacoli, fino a quando la nostra missione deve continuare; ma c’è un momento in cui questa missione si conclude. A questo punto, Dio permette che qualcuno o qualcosa possano fermarci. 
Don Vincenzo Cuffaro

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