sabato 15 maggio 2010

così deve terminare la nostra preghiera: per Cristo nostro Signore.

E' un po' di tempo che prendo le riflessioni sulle parola di oggi da http://www.laparola.it/laparoladioggi.php, chi vuol vedere la versione completa può farlo attingendo da questo bellissimo sito. Io riporto solo in parte ciò che fa eco nel mio cuore, sicuramente gli altri troveranno qualcosa di diverso, perchè lo Spirito soffia come e dove vuole. Io leggendo questo commento mi apro di più e sento la nostalgia profonda della Parola. Grazie di cuore all'autore di questi scritti.
Padre Nostro! Voglio vivere questo giorno come tuo vero figlio. Perché so che tu sei mio Padre, e che mi ami; guardami e amami come il tuo proprio Figlio. Il tuo amore cambierà il mio cuore, lo renderà più simile a quello del tuo Figlio unigenito e tu potrai amare in me quello che ami in lui.
In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena... In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. (Gv 16,23b-28)
"Il Padre - posso dire con Gesù - mi ama". È in questo nuovo ordine che la preghiera cristiana trova il suo posto. Noi prima non sapevamo chiedere, e non potevamo farlo. Non si tratta di pregare ma "di avere una relazione di amicizia con colui che, noi lo sappiamo, ci ama" (Teresa di Gesù, Vita 8).
La nostra preghiera non è soltanto nostra, essa è anche e soprattutto quella di Cristo. Così terminano le preghiere della liturgia e così deve terminare la nostra: per Cristo nostro Signore.
Tutte le volte che oggi ti ho trattato come Padre e ho trattato gli altri come fratelli, mi sono sentito felice. Grazie.
Grazie, Padre, perché so che malgrado tutto tu aspetti la mia preghiera della sera e la ascolti con amore. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore.

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